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日志


10月31日

Torino

questa è Torino come la vedo
da camera mia
le montagne sono già coperte
di neve ma lo smog impedisce
di vedere distintamente
la città

torinogran

dove vedete la freccia rossa

si trova la mole Antonelliana 

10月25日

Sconforto


Lo sconforto

che ci
protegge
e ci fa
ripartire

 
di FRANCESCO ALBERONI
 
Molte persone, di fronte a una sconfitta o a una difficoltà molto grave, vengono
prese dallo sconforto. Lo sconforto è un cedimento interiore, una scomparsa
dello slancio vitale, la perdita della speranza.
 
Ho visto molti individui colpiti dalla malattia o dalla sfortuna cedere, crollare, e
mi sono domandato che cosa sarebbe mai capitato di loro. Li ho rivisti dopo molti
anni e, stupito, ho visto che si erano ripresi, erano guariti, avevano iniziato una
nuova attività, pieni di vita.
 
Ho capito allora che lo sconforto e il cedimento quasi sempre sono meccanismi di
protezione. Ci ritiriamo come il cane ferito si ritira nella sua cuccia per proteggersi
dagli stimoli, per non mettersi in gioco finché non ha recuperato le forze.
 
Ma vi sono anche casi in cui questi meccanismi protettivi diventano patologici. Ho
conosciuto persone che, dopo una frustrazione, non hanno più avuto il coraggio
di abbandonarsi all’amore. Ragazzi che, per non aver superato un esame, si sono
convinti di non riuscire negli studi e hanno rinunciato. Altri che, dopo una dura
sconfitta, sono rimasti doloranti, spaventati, e non hanno più avuto il coraggio
di creare e di prendere nuove iniziative.
 
All’estremo opposto vi sono persone straordinarie capaci di resistere nelle
condizioni più spaventose, di sperare quando tutto sembra perduto.
Persone dotate d’una straordinaria volontà di vivere e di sperare che sono
sopravvissute per decenni in orribili celle sotterranee senza luce, in mezzo
ai propri escrementi e ai topi, o nei gulag del comunismo sovietico
e perfino nei campi di sterminio hitleriani. Oppure pensiamo
al filosofo Tommaso Campanella, torturato e rimasto in orribili
prigioni per ventisette anni e che ha continuato a creare, a scrivere.
 
Questi casi estremi ci mostrano quali straordinarie risorse la fede e
la speranza generino nell’animo umano. Di fronte ai dolori e alle
frustrazioni della vita, ricordiamo perciò che lo sconforto e il cedimento
sono meccanismi di difesa il cui scopo è proteggerci, indicarci un pericolo,
impedirci di agire quando siamo troppo deboli o confusi.
 
Guai, però, a lasciarci trascinare nel loro vortice. Devono essere come il sonno
di notte dopo una giornata sfibrante, servire a recuperare le forze, a cercare
nuove strade per tornare all’azione più lucidi e più forti.
 
Dopo la condanna a morte e all’esilio Dante non si abbandonò
alla depressione, ma scrisse la Divina Commedia.
 
Ringrazio Mayou per avermi permesso di inserire questo suo intervento nel mio blog
10月19日

curiosità

Curiosita:

Da dove viene la parola HALLOWEEN?
 
La parola "Halloween" ha lontana origine anglosassone; si fa risalire alla tradizione
della chiesa cattolica e deriva probabilmente da una contrazione della frase
"All Hallows Eve" ovvero la notte di ognissanti festeggiata il 31 ottobre, data
che, nel quinto secolo A.C. nell'Irlanda celtica coincideva con la fine dell'estate.
 Come e dove è nata questa festa?
Narra la leggenda che gli spiriti erranti di chi è morto durante l'anno tornino
indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno
successivo. I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche
che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, rendendo possibile la
fusione del mondo reale e dell'aldilà. Ovviamente i vivi non volevano essere
posseduti! Perciò i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed
indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini e rendevano i loro corpi orribili
mascherandosi da mostri gironzolando tra le case per far scappare di paura
tutti gli spiriti che incontravano!
 
I Romani fecero loro le pratiche celtiche. Ma con l'andare del tempo svanì la
paura di essere posseduti dagli spiriti e rimase solo la tradizione di travestirsi.
La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti
irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.
 
Perchè dolcetto o scherzetto?
La tradizione di "trick-or-treat" - dolcetto o scherzetto vuole che abbia origine
non dai celti ma da una pratica europea del nono secolo d.C. chiamata in inglese
"souling" che potremmo traddure in italiano come elemosinare anima".
 Il 2 novembre, Ognissanti, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio
elemosinando per un po' di "pane d'anima" dolce di forma quadrata con l'uva
passa.Più dolci ricevevano più preghiere promettevano per i parenti defunti dei
donatori. A quell'epoca si credeva che i  morti rimanessero nel limbo per  un 
certo periodo dopo la morte e che le preghiere anche fatte da estranei
potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.

Halloween






          

Lingue di rospo

 

ali di pipistrello

 

 

 

gli ingredienti ci sono tutti...



Felice Halloween!!

10月17日

Valentina


La mia bambina

Domani compie 27 anni!!

Ma come è successo?

L'altra settimana le cambiavo il pannolino..

Quattro giorni fa, la portavo a scuola per la prima volta..

L'altro ieri abbiamo festeggiato per il diploma

Ieri mi presentava il suo primo ragazzo

Oggi le dico vai piano in macchina

E domani...mi trovo una donna davanti...

Bella..sicura di se..brava sul lavoro..

E anche se ogni tanto mi lamento..

Sono..orgogliosa..orgogliosa..orgogliosa

Auguri Amore Mio

La Tua Mamma

 

 

 

 

10月15日

3000


Non ci posso credere!

Ho ricevuto piu

di Tremila visite!

grazie di cuore

Paola

10月11日

gattini

un nuovo membro della famiglia

ma quanto sono teneri i micetti?

10月6日

solidarietà

Cicognani è il direttore del dipartimento di pediatria del Sant'Orsola di Bologna.  Questa poesia è stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. Vuole vedere quante persone la leggeranno. La poesia dice abbastanza. Per favore falla girare.  E' stata spedita da un medico. Accertati di leggere anche ciò che è scritto nelle frasi finali dopo la poesia.

 

 

 

"DANZA LENTA"

 

 
Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?

O osservato il sole allo 
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive

che ti passano per la testa?
faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
”lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi è finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce

Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

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Inoltra questa email. Le Vs. e- mails vengono conteggiate.

VI PREGO SPEDITE QUESTA EMAIL A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE e
magari anche a quelli che non conoscete. 
E' la richiesta di una ragazzina speciale che con molte probabilità, presto lascerà
questo mondo a causa del cancro.

A questa ragazzina rimangono pochi mesi di vita e come ultimo desiderio ha voluto mandare una lettera per dire a tutti di vivere la propria vita pienamente, dal momento che lei non potrà farlo.

Se spedisci questa e mail al maggior numero di persone possibili, potrai dare a Lei ed alla sua famiglia una piccola speranza perchè per ogni nome a cui verrà inviata The American Cancer Society donerà 1 cent per pagare le sue cure ed il piano per un ultimo disperato  tentativo di guarigione.
Un ragazzo l'ha mandata a 500 persone! ma basta che noi tutti lo Facciamo ad almeno a 5 o 6 persone.
Non ti si chiedono soldi ma solo un po del tuo tempo.

Prof. Alessandro Cicognani
Direttore Unità operativa di Pediatria,
Università degli Studi di Bologna,
Policlinico S.Orsola-Malpighi,
Via Massarenti 11, 40138 Bologna
Tel. studio: +39 051 6364814
Fax: +39 051 390070

 

10月3日

mele

E' ora di frittelle di mele!!

Allora, vi do la mia ricetta:

3 mele, 1 etto di farina, 2 uova intere,

2 cucchiai zucchero, 3 cucchiai latte,

1 cucchiaio brandy, 1/2 busta lievito.

Sbucciate le mele e fatele a pezzetti

nel frullatore mettete le uova intere,

lo zucchero, la farina, il latte, il brandy

per ultimo lo lievito sciolto in un po di latte.

Ora aggiungete l'impasto alle mele.

Preparate un pentolino piccolo ma alto

mettete dell'olio e fate scaldare

non vi resta che mettere l'impasto con le mele

a cucchiaiate nell'olio bollente

fate dorare bene e tirate via

spolverizzate con zucchero a velo

successo garantito!